Strumentazione

Gli attrezzi del mestiere

Ottica lunga focale

Ottica lunga focale

Il riflettore iperbolico TS RC8 200/1600 eventualmente abbinato al riduttore Astrophysics CCDT67 0.67x è l’ideale per le riprese di oggetti del cielo profondo di piccole-medie dimensioni apparenti. La sua focale nativa di 1600 mm consente di risolvere anche le galassie e nebulose più piccole, mentre i 1030 mm forniti dal riduttore di focale consentono di portare il rapporto focale ad un rapido f/5.2 per collezionare grandi quantità di dati in poco tempo aumentando le prestazioni sugli oggetti particolarmente poco luminosi.

Ottica largo campo

Ottica largo campo

L’obiettivo fotografico vintage russo Jupiter 21M offre un rapporto prestazioni/prezzo senza eguali. La sua focale di soli 200 mm consente di riprendere campi molto ampi come quelli nella Via Lattea estiva ed invernale. Utilizzato al rapporto focale di f/5 le aberrazioni cromatiche e geometriche sono quasi assenti, un’ottima caratteristica quando si vogliono fotografare larghi campi stellari.

Montatura

Montatura

Dal 2017 la famosissima montatura Sky-Watcher EQ6-R Pro si occupa di portare il carico di strumenti, sensori ed accessori necessari per la realizzazione delle fotografie astronomiche che realizzo. L’importante compito di inseguire l’apparente rotazione della volta celeste, è molto più preciso rispetto alla precedente Sky-Watcher EQ6 Pro (che ha rimpiazzato) grazie al nuovo sistema di trasmissione a cinghie che riduce notevolmente i giochi sugli assi di movimento. Un ottimo strumento che non perde mai un colpo.

Sensore di acquisizione

Sensore di acquisizione

Da giugno 2020 tutte le mie immagini del cielo profondo sono acquisite dalla diffusissima camera astronomica ZWO ASI071MC Pro che rimpiazza la vecchia Canon EOS 1200D. Questa camera, dotata del celebre sensore CMOS a colori Sony IMX071 risulta abbastanza sensibile alla luce e presenta un bassissimo livello di rumore nelle immagini (grazie anche al raffreddamento a cella di Peltier che porta la temperatura del sensore fino a 35°C sotto a quella ambiente).

L’elevata Full Well Capacity (che raggiunge i 48600e) e il sensore da 23.6×15.6 mm con pixel di 4.78 µm (4944×3284 px) la rendono perfetta per l’astrofotografia amatoriale.

Filtri

Filtri

Sono parte essenziale del setup di acquisizione dati, in quanto consentono di combattere (in parte) gli effetti catastrofici dell’inquinamento luminoso urbano.

  • Hutech IDAS LPS-D1: filtro a banda larga da utilizzare sotto cielo poco inquinati, restituisce un’ottima fedeltà cromatica abbattendo l’inquinamento luminoso residuo nelle zone rurali
  • Hutech IDAS NBZ: filtro nebulare a doppia banda passante centrata su Hα e OIII: taglia l’inquinamento luminoso lasciando passare soltanto le lunghezze d’onda degli elementi selezionati. Grazie al segnale registrato, consente di creare affascinanti composizioni “bicolor” Hα-OIII

Sistema di autoguida

Sistema di autoguida

Per l’autoguida utilizzo un sistema di guida fuori asse: abbinato alla camera CCD Orion Starshoot Monochrome DSI con pixel da 7.4 µm mi consente esposizioni di 1200s senza mostrare allungamento delle stelle sul campo inquadrato.

Cielo

Cielo

Il cielo disponibile dal balcone di casa mia (luogo da cui eseguo la maggior parte delle mie riprese) è tutt’altro che buono: L’SQM stimato è circa 18.6 (classe Bortle 8). La porzione a me disponibile è quella ad est del meridiano, con la zona sudest-sud estremamente inquinata dalle luci di Firenze (e quindi totalmente inutilizzabile).

Software

Software

Tutto il sistema fotografico è interamente gestito dal mio PC collegato alla strumentazione con un cavo USB attivo da 10 m. I softwares utilizzati sono:

  • EQMOD: gestione movimenti montatura
  • Cartes du Ciel: planetario per il puntamento della montatura attraverso piattaforma ASCOM
  • PHD 2: gestione sistema di autoguida attraverso piattaforma ASCOM
  • NINA: gestione sessioni di scatto
  • Pixinsight: postproduzione iniziale immagini
  • Photoshop CC: postproduzione finale immagini